Muravera

Published on 9 Dicembre, 2015 | by Piera Conconi

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Santa Lucia è di nuovo la festa più grande

Girando tra le vie del centro storico di Muravera non si può evitare di passare per la piazzetta di santa Lucia, dove si trova la chiesa dedicata alla omonima santa, martire cristiana, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa.

La chiesa, edificata durante il XVI secolo, faceva parte in passato dell’antico villaggio di Petrera. E’ una chiesa calda e accogliente, caratterizzata da una pianta rettangolare suddivisa in tre navate. Esternamente, sulla facciata bianca si apre un portone in legno molto semplice, facciata sormontata da un piccolo campanile dotato di una campana in bronzo. Due piccole finestre si affacciano invece sulle pareti laterali.

Rimane chiusa durante tutto l’anno, fatta eccezione di due occasioni: nei giorni della festa di Santa Lucia, appunto, e per  La Domenica delle Palme.

La festa di Santa Lucia ricorre il 13 dicembre, ma, prima dell’istituzione del calendario gregoriano, anno 1582, la festa cadeva in prossimità del solstizio d’inverno, da cui il detto “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia”, tale data però non coincise più con l’adozione del nuovo calendario.

In passato in occasione della festa liturgica, si organizzavano anche degli spettacoli, ma la cosa più interessante era il fuoco che veniva acceso al centro della piazza, intorno al quale le persone ballavano, cantavano e socializzavano. Poi, per tanti anni, non ci sono stati più festeggiamenti.

Cinque anni fa, nel 2010, un gruppo di giovani ventenni, incoraggiati da Andrea Zinzula, ha formato un comitato, erano solo in otto, che ha deciso di ripristinare questa festa che da tanto tempo non si celebrava più.

Andrea ci spiega che lui, sin da quando era piccolo, sentiva storie e aneddoti su questa festa, raccontate da sua nonna Rosalia, mentre, insieme alle altre donne, preparava gli impasti di fine settimana per “Is panadas”. “Intervistare gli anziani – racconta – tanti dei quali non ci sono più, è stato il mio modo di crescere. Quando spesso i miei amichetti giocavano a pallone in piazza, io restavo a casa ad ascoltare i nomi e le gesta di persone che per me sono diventate una sorta di mito, seppure nel ristretto ambito del paese e la festa di Santa Lucia era il racconto più ricorrente”.

Lo incuriosiva molto e lo intrigava sentire parlare di questa festa, vissuta come una ricorrenza familiare. Era talmente “preso” che un giorno, da ragazzino, decise di partecipare ad un concorso letterario e parlò della festa di santa Lucia, quasi come se l’avesse sempre vissuta. Vinse il concorso. “Il bello di questa festa – continua ancora Andrea – credo sia il sentirsi comunità. Il sapere che ci uniranno la fede, la devozione, i festeggiamenti, la tradizione, il fatto di essere amici in piazza nell’affetto e nell’intimità, ma consapevoli di essere un paese. Questo per me sarà il mio ultimo anno (dopo sei anni di mia presidenza il 13 notte si nominerà il nuovo presidente) perché ho l’onore di servire il paese in forma diversa e mi rendo conto che le mie energie debbano concentrarsi su Muravera a 360 gradi”.

Quando ascoltava questi anziani lui coltivava un sogno: riuscire a organizzare di nuovo la festa e dare anima a quella piazza, ristrutturata, ma non vissuta. Si impegna a cercare degli amici che lo aiutino e li trova, sono in otto: lui, Alessia Tronci, Alice Vargliolu, Veronica Siriu, Federico Murtas, Marco Sitzia, Michele Zuncheddu e Andrea Falchi (nella foto dalla pagina fb Festa di Santa Lucia e scattata da Andrea Macis, il comitato 2014).

Insieme chiedono al parroco, don Emilio, di concedergli il permesso e, con loro grande stupore, si sentono rispondere di sì, “forse -precisa Andrea – perché io e i miei amici facevamo già parte del comitato di sant’Agostino e ci eravamo guadagnati la sua fiducia, infatti ci ha sempre incoraggiato e difeso qualora, soprattutto agli inizi, abbiamo avuto qualche involontaria mancanza”.

Da quel primo anno i comitati sono cambiati, si sono aggiunte sempre più persone, tutti giovani molto capaci e volenterosi, che Andrea coordina senza mai mettersi in evidenza, attualmente sono circa venti. La festa diventa ogni anno più bella e sentita.

“Ricostruire la festa – continua Andrea – è stato un modo per farla rivivere come essa era. Il 13 Dicembre infatti, tanti gesti e tante azioni saranno quelli che facevano i “ministrasa” di allora. La Santa verrà vestita e preparata nell’antica “mesilla” con gli ori e gli argenti donati dai fedeli. Si contano infatti diverse paia di coralli, oltre 30 occhi d’argento, “arrecadasa”, anelli e catenine d’oro, donate per devozione nei confronti di una Santa, che diverse donne hanno definito miracolosa per intercessione. Il rito della vestizione accompagnato da “is coggius in limba”, sarà uno dei momenti più toccanti, durante il quale le ragazze metteranno alla Santa i preziosi donati a lei per grazia ricevuta in oltre cento anni. Non meno coinvolgente sarà subito dopo il momento dell’accensione de su “fogu faroni”.

Il paese ama e sente questa festa, accoglie i ragazzi del comitato; il vicinato non fa mancare loro nulla, Andrea racconta: “Spesso mi commuovo quando, nei giorni imminenti alla festa, ci portano la colazione mentre stiamo addobbando. Il profumo dei dolci appena sfornati per l’occasione è la ciliegina sulla torta di un ambiente sereno e familiare di cui, secondo me, abbiamo bisogno tutti in questi tempi burrascosi”.

In effetti nel vicinato tutti si prodigano per dare il loro aiuto, e non solo quelli che vivono vicino alla piazza, ma in tutto il rione Santa Lucia; la notte durante i festeggiamenti e anche dopo, le persone escono dalle loro case e offrono dolci, vino, acquavite, quasi come se ognuno fosse un padrone di casa che accoglie degli ospiti. E’ una festa familiare e intima che crea un’atmosfera surreale, di altri tempi.

Andrea ci tiene a sottolineare che tanti volontari, pur non facendo parte del comitato aiutano in diversi modi. Li descrive come un gruppo di amici e di amiche che, da dietro le quinte, prestano un lavoro fondamentale. Anche l’amministrazione comunale ha contribuito, nel corso di questi cinque anni, a non far mancare nulla la comitato.

Grazie ragazzi del comitato di Santa Lucia per farci trascorrere due giorni di festa semplice e genuina, per riunirci tutti intorno ad un focolare, come se fossimo una grande famiglia.

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