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Published on Dicembre 4th, 2019 | by Redazione

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Il grande cuore del runner muraverese che presta i suoi occhi a chi non vede

Sino a tre anni fa non aveva mai provato a correre per le strade d’Italia, a fare il maratoneta.

Ha macinato i primi chilometri, ha gareggiato nei primi trail di Porto Corallo (Villaputzu).

La corsa è diventata subito la sua passione ma mancava ancora qualcosa: correre non per sé stesso ma per gli altri.

Fabio Orrù, 39 anni, muraverese, l’ha capito due anni fa, quando ha fatto per la prima volta da guida ad una ragazza non vedente, Chiara Pandolfi (39 anni).

Le ha prestato i suoi occhi e assieme hanno fatto la Milano Marathon, la Cagliari respira (la scorsa domenica) e, il 23 maggio 2020, faranno la cento chilometri del Passatore (Firenze – Faenza).

Con Chiara che, stavolta grazie anche a Fabio, si cimenterà per la sesta volta con il Passatore.

“Ha un senso correre se lo faccio per gli altri – racconta Fabio – se posso essere utile, se posso aiutare un’altra persona”.

Anche per questo non vorrebbe essere lui il protagonista, chiede di mettere in evidenza “Chiara e la sua forza incredibile, il lavoro di sensibilizzazione che abbiamo fatto nelle scuole, tutti quelli che si occupano di disabilità”.

Ringrazia Maurizio Porcu, il presidente del “sogno spettacoloso” che li ha supportati (sulle maglie il simbolo dell’associazione) e che punta a realizzare in Sardegna il primo resort inclusivo (un sogno, appunto, spettacoloso).

Un grazie a Maurizio e a tutti i ragazzi dell’associazione che ha sede nel Sarrabus. E un grazie agli atleti della Sarrabus Runners che in più di un’occasione hanno fatto da guida ai non vedenti.

Chiara, prima della mezza maratona di Cagliari, ha incontrato gli alunni delle elementari e delle medie del Sarrabus. Ha spiegato loro che ha perso la vista fra i 10 e i 14 anni e che da quel momento è iniziata per lei una nuova vita nella quale lo sport ha avuto, e sta avendo, un ruolo fondamentale.

Lei corre grazie ai podisti che la accompagnano come guida “e ho detto agli alunni e ai genitori quanto la vita sia bella anche così. Lavoro, faccio la fisioterapista, corro e mi sento felice”. Un uragano.

E Fabio non è da meno: “Fino a quando avrò le forze non mi fermerò mai. Prestare gli occhi a chi non li ha è una emozione grandissima. L’hanno provata anche Stefania, Raffaele e i miei amici runner che assieme a me, a Cagliari, hanno guidato Chiara. Provate tutti, queste sono le emozioni che contano”.

(foto Maurizio Addis)

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