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Published on Gennaio 20th, 2014 | by Gianluca Fadda

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Villasimius, dal Tar lo stop ai “quartieri dormitorio”

Si chiude probabilmente con la sentenza del Tar dello scorso 14 Gennaio la vicenda che vedeva coinvolti direttamente la “Coop Cento”, impresa di edilizia popolare dell’hiterland cagliaritano, e il Comune di Villasimius.

La storia comincia nell’agosto del 2012 quando il consiglio comunale blocca la richiesta di alcuni imprenditori privati che chiedevano di usufruire della Legge Regionale che consente di realizzare al posto dei servizi di quartiere ulteriori abitazioni per residenti che ne sono ancora privi.

La motivazione del “niet” unanime da parte dei consiglieri della maggioranza e della minoranza (che pare sia stata la parte che sollevò l’attenzione al problema ) è abbastanza intuibile: dando il via libera delle concessioni edilizie a tutti i richiedenti si sarebbe creato un vorticoso giro di speculazione edilizia e residenze fasulle che avrebbero pesantemente gravato sul bilancio comunale perché avrebbe dovuto provvedere ad erogare i servizi per le nuove abitazioni. Si prevedeva addirittura che, nella peggiore delle ipotesi, si sarebbe potuti arrivare a circa 1000 “residenti fantasma” in più.

Un nulla osta però era già stato concesso dallo sportello unico comunale per le attività produttive che, in mancanza di indicazioni e prese di posizione da parte del consiglio comunale, aveva agito seguendo la linea normativa dettata dalla Regione. E la beneficiaria del via libera da parte degli uffici comunali fu proprio la Cooperativa “Cento”, già costruttrice a suo tempo nella località “Is Argiolas” e pronta ad edificare ancora sempre nei pressi dei quartieri da loro realizzati.

Da qui il contenzioso che si è chiuso solo alcuni giorni fa con la decisione del Tar che accoglie le istanze del Comune di Villasimius nei confronti della Cooperativa.

La decisione del tribunale avrà ripercussioni importantissime: per analogia infatti potrà essere impugnata anche su tutti gli altri casi simili che erano stati bloccati dal consiglio comunale. In questo modo dovrebbero spegnersi le velleità dei i costruttori interessati che erano già pronti a cogliere la palla al balzo in caso di sentenza differente.

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