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Published on Novembre 12th, 2013 | by Sara L. Canu

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Sussidi a finti poveri? “Tutto basato su autocertificazioni, verificheremo”

La protesta a Villaputzu riparte dal web ma in realtà era già molto viva e da molto prima della nascita dei social network. Dopotutto, quello dei sussidi che il comune elargisce ai cittadini bisognosi è una questione che interessa tutti. E basta un attimo, in un paese piccolo, per notare quali comportamenti adottano alcuni dei richiedenti.

Nel sito del comune di Villaputzu è stata pubblicata qualche mese fa la lista con tutti gli aventi diritto ai sussidi. E questo ha portato la popolazione a tante riflessioni, dopotutto in un paese non tanto grande, è semplice identificare e incontrare le persone e vedere che stile di vita seguono.

Valentina Demuru, assessore delle politiche sociali, affronta la questione.

In che modo il comune può erogare questi sussidi?
La concessione dei sussidi a favore di persone e nuclei familiari in condizioni di accertata povertà rientra tra le linee di intervento che sono attivate dalla Regione Autonoma della Sardegna nel programma delle Azioni di contrasto alla povertà. Possiamo intervenire su 3 linee: con i sussidi, con i contributi (per il pagamento di bollette per esempio) e con il servizio civico. La Regione trasferisce un determinato importo al comune che poi viene utilizzato per erogare servizi e sussidi.

E per quanto riguarda la scelta dei cittadini bisognosi, che ruolo ha il comune?
Il servizio sociale del comune valuta la concessione del sussidio relativamente a ciò che viene dichiarato e certificato dall’interessato. Affinché la linea d’intervento venga attivata devono essere rispettati i requisiti previsti dalla normativa regionale.
Per poter usufruire del sussidio, chi fa la domanda deve presentare la documentazione richiesta: elemento indispensabile è la  certificazione ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente). Il Servizio Sociale esaminerà gli atti e verificato il soddisfacimento dei requisiti, si attiverà.
È importante comunque ricordare che all’aumentare del numero delle richieste non corrisponde un incremento del budget stanziato agli Enti Locali per gestire tali situazioni. Perciò  le risorse a disposizione dei Comuni sono sempre più ridotte. Impegnare determinate somme in una linea di intervento piuttosto che in un’altra comporta scelte  comunque non semplici e che  vanno purtroppo a ripercuotersi su altri servizi destinati comunque alla cittadinanza.

Come commenta le polemiche che riguardano le persone che si dichiarano in difficoltà ma poi hanno uno stile di vita al di sopra delle dichiarate possibilità?
Purtroppo questa situazione è il risultato di una crisi generale che colpisce tutti i settori e che sfocia in una “guerra tra poveri”. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a venire incontro ai bisogni delle persone. L’ente garantisce sussidi solo se sono presenti i requisiti di legge quindi l’elemento imprescindibile deve essere l’onestà di chi chiede. Qualora i sussidi fossero comunque attivati, ma pervenissero agli uffici elementi tangibili che provassero la non veridicità di quanto è stato dichiarato, il sussidio verrebbe immediatamente sospeso e si attiverebbero i relativi provvedimenti. Non possiamo basarci solo sul “chiacchiericcio generale”, per intervenire serve una denuncia scritta alle autorità competenti verso la persona interessata.

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