Sarrabus Gerrei

Published on Dicembre 13th, 2013 | by Sara L. Canu

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Sarrabus, studenti in piazza: “Le scuole cadono a pezzi, intervenite”

muravera corteo scuola 4“Anche noi giovani siamo sensibili ai problemi di tutta l’Italia e appoggiamo il movimento dei Forconi che sta protestando contro un governo che non rispetta la Costituzione. Noi ci uniamo per rivendicare il nostro diritto allo studio e un maggior rispetto della scuola pubblica”.

Prendono parola diversi studenti e i problemi proprio non mancano. La mancata sicurezza degli edifici e il cattivo stato in cui sono tenuti che mettono in discussione un normale svolgimento delle lezioni.

Una rappresentante dell’istituto enogastronomico di Villaputzu prende parola: “Sosteniamo tutte le spese, sia per i viaggi, per i libri. E ogni anno la quota d’iscrizione! Dove finiscono i soldi che i nostri genitori spendono per noi?”

E fa discutere anche la situazione del liceo scientifico che può vantare l’edificio costruito più recentemente rispetto agli altri ma che deve fare già i conti con un piano chiuso, diverse aule inagibili e persino l’impossibilità di utilizzare la palestra.

Parlano la rappresentante d’istituto e alcuni studenti e studentesse: “Facciamo educazione fisica in un campo di calcio. E significa che nelle giornate più fredde dell’inverno siamo fuori al gelo, mentre in quelle più calde primaverili ci ritroviamo a fare magari delle prove di resistenza sotto il sole cocente e a temperature altissime. Non ci è concesso nemmeno l’utilizzo degli spogliatoi e dobbiamo cambiarci nei bagni.”

Aggiunge una studentessa: “La scuola ha acquistato le lavagne interattive. Ma non le ha mai montate. E non è solo questo. Non possiamo fare nemmeno le fotocopie. In bagno manca la carta igienica e in 5 anni non ho mai visto nemmeno il sapone”.

“Senza dimenticare” gli fa eco uno studente “che ci sono 5 bagni e solo 2 sono aperti. Perché?”

La rappresentante d’istituto conclude: “Abbiamo scritto una lettera anche al sindaco, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta.”

Alle 10 la manifestazione è ormai terminata, con la speranza che le richieste dei ragazzi vengano almeno ascoltate.

All’angolo della piazza si sentono le grida di alcuni ragazzi. Parte una gara di morra, mentre poco più in avanti, da un cellulare accostato al megafono, risuona nella piazza un famoso jingle televisivo.

A questa età e di questi tempi anche difendere il diritto al gioco, assieme a quello dello studio, è più che lecito.

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