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Published on Dicembre 28th, 2013 | by Sara L. Canu

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San Vito, ‘battesimo’ per i 18enni: “Il paese ha bisogno di voi”

Una giornata importante per i giovani di San Vito. Ieri infatti, nella sala consiliare, si è celebrato il battesimo civico, una specie di debutto nella società per tutti i diciottenni.

Sono 33 i ragazzi nati nel 1995 ma non tutti erano presenti.

A coordinare l’incontro, l’assessore alle politiche giovanili Giuliano Meloni che prende subito la parola dando il benvenuto ai presenti: “E’ un incontro semplice – spiega ai ragazzi – un modo per dire ai ragazzi che noi siamo a vostra disposizione”. E aggiunge che si è scelta la data di dicembre per fare in modo che la maggior parte dei ragazzi abbia compiuto i 18 anni.

Il sindaco Maria Gabriella Meloni legge un discorso che ha preparato appositamente per i ragazzi. Un invito a prendere coscienza di cosa significhi realmente compiere 18 anni. Un discorso breve “per non togliere troppo tempo alla vostra ricorrenza”.

Dice il sindaco: “Avere 18 anni non significa firmarsi le giustificazioni o prendere la patente. Significa assumersi le proprie responsabilità. Da adesso in poi parlerete di libertà, di diritto di espressione e diritto di voto. Sono appunto dei vostri diritti, ma io spero che nelle vostre menti diventino un dovere. Vi chiedo di continuare sempre a interessarvi a tutto, di intervenire e anche di criticare, quando serve. Siate artefici del vostro futuro, San Vito ha bisogno di voi”.

Prende la parola anche Don Roberto Maccioni, parroco di San Vito e comincia il suo intervento con ironia: “A un battesimo non può mica mancare il parroco!”. Poi si rivolge ai ragazzi: “Spesso vi sento parlare di una specie di complesso d’inferiorità nei confronti di Muravera e Villaputzu, che francamente non capisco. Quando si compiono i 18 anni si dice di voler andare via. Non ditelo, è da vecchi. A 18 anni deve cambiare il desiderio, si vuole affrontare e risolvere problemi. San Vito è nelle vostre mani e può cambiare grazie al vostro impegno. Domandatevi che cosa potete fare per migliorare le cose.” E conclude con “Buona vita”, l’augurio più bello da fare a questi giovani che ringraziano con un forte applauso.

Ma c’è spazio anche per una tirata d’orecchi, quando nuovamente interviene l’assessore Giuliano Meloni: “Avevo invitato i giovani a preparare un discorso ma non avete colto l’opportunità. Approfittate degli spazi che vi vengono concessi e parlate, altrimenti sarà sempre più difficile capirvi. Anche per questo stiamo pensando di realizzare la Consulta Giovanile, un modo per avere sempre un contatto e un dialogo con i giovani. Siate coraggiosi, siate informati, interrogatevi sempre”.

Per tutti i ragazzi doveva esserci in regalo una copia della Costituzione “un bellissimo documento, anche se leggendola viene da domandarci… ma dove?”, continua l’assessore, “ma a causa dei vincoli del patto di stabilità non siamo riusciti a spendere i 500 € che ci servivano per acquistare tutte le copie. In ogni caso ve la manderemo a casa”.

Poi, visibilmente amareggiato per la mancata consegna delle copie della Costituzione e rifacendosi al discorso della sindaco, si dichiara molto deluso dalla politica nazionale e di non sentirsi rappresentato neanche dal voto che dovrebbe raffigurare la democrazia e invece “anche se votiamo, poi non cambia niente”.

Sicuramente un discorso anomalo per un rappresentante delle istituzioni, anche se a livello locale, che per concludere e rendere meglio l’idea delle sue sensazioni, legge il testo di Giorgio Gaber “Io non mi sento italiano”. E dice: “Il seguito della frase dice ma per fortuna o purtroppo lo sono. Io voglio soffermarmi sul per fortuna. Nonostante tutto sono fiero di essere italiano. E sardo.”

Viene consegnato a tutti i ragazzi un attestato, sotto gli occhi emozionati dei genitori presenti. La cerimonia termina con un piccolo rinfresco, un brindisi e il taglio della torta in onore ai nuovi maggiorenni di San Vito.

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