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Published on Novembre 7th, 2013 | by Nino Melis

Poligono di Quirra: nulla sarà come prima

In alcune aree del Poligono Interforze del Salto di Quirra la presenza di animali a pascolo brado difficilmente potrà continuare a convivere con le sperimentazioni militari e civili, seppure sottoposte a monitoraggio ambientale. Per riportare allo stato iniziale gli 800 ettari del Pisq accertati come inquinati dai residui delle esplosioni (il 7,5 per cento dell’intera area ) occorrerebbero fondi per un miliardo e mezzo di euro. Il Ministero della Difesa può mettere a disposizione solo 75 milioni di euro da impiegare in tre anni, con la motivazione che l’area interessata va considerata, realisticamente e a tutti gli effetti, come area industriale (ZM) e non più agricola. Il dato è emerso nella tavola rotonda organizzata a Villagrande dal sindaco Giuseppe Loi (Pd) nel contesto della presentazione del libro “Servitù militari modello di sviluppo e sovranità in Sardegna” scritto da Fernando Codonesu sindaco di Villaputzu.

Hanno preso parte alla tavola rotonda lo stesso Codonesu, Mariano Carta sindaco di Perdasdefogu,Franco Cugusi sindaco di Ulassai, e Luigi Lotto consigliere regionale del Pd. 

Giuseppe Loi sindaco di Villagrande , il paese che mantiene competenze amministrative (anche per via degli usi civici) su cinquemila dei 13 mila ettari del Pisq, ha posto l’esigenza di un accordo su nuove basi tra le amministrazioni comunali interessate e il Ministero della Difesa. Un accordo che riguardi non solo il ripristino del principio di couso del territorio ma anche indennizzi e ricadute occupazionali proporzionali alle superfici impegnate dalle singole amministrazioni comunali. Loi ha lamentato che nessun giovane di Villagrande sia mai stato assunto da Vitrociset, mentre il Ministero della Difesa ha negato all’amministrazione comunale persino l’autorizzazione ad effettuare la pulizia dei boschi impiantati dalla Marsilva.

Fernando Codonesu sindaco di Villaputzu ha sottolineato la necessità, ampiamente documentata nel suo libro, di riqualificare, ridimensionare e riperimetrare le aree del Poligono militare . Codonesu sostiene che il Pisq non ha prodotto un aumento del reddito pro capite nei paesi interessati né ha contribuito ad arrestarne lo spopolamento I sindaci intervenuti hanno quindi posto l’esigenza di una nuova fase che veda il Pisq al centro di sperimentazioni militari, civili o duali a inquinanamento controllato, a cominciare dal settore Aerospaziale recentemente costituito in Distretto Aerospaziale Sardo (Dass). Le imprese e le maestranze locali devono svolgere un ruolo attivo nel nuovo Poligono, a cominciare dalla fase di caratterizzazione e bonifica delle aree maggiormente inquinate dalle esercitazioni militari . “Nel Poligono riqualificato si può fare industria” ha ribadito Franco Cugusi sindaco di Ulassai.

Mariano Carta sindaco di Perdasdefogu ha però denunciato la campagna mediatica che, sulla scia delle indagini promosse dalla Procura di Lanusei, aveva omologato il Poligono Interforze a Cernobyl ,”Una campagna ingiustificata – ha insistito Carta – aprioristica in quanto non supportata da riscontri scientifici. Un attacco ideologico contro Il Psq, di taglio marcatamente antimilitarista camuffato da difesa dell’ambiente. Una campagna irresponsabile che ha provocato danni gravissimi all’immagine dei territori, alla commercializzazione dei prodotti agro pastorali e al turismo”.

Il veterinario villagrandese Giorgio Mellis ha parlato della sua esperienza nel censimento della salute degli animali che pascolano nelle aree del Pisq . Sulle cause che hanno provocato alcuni casi di malformazione negli animali, le verifiche sono ancora in corso.

Il consigliere regionale del Pd Luigi Lotto (originario di Villagrande) ha sostenuto che il Poligono può essere un valore aggiunto per il territorio, a patto che la sua attività sia soggetta alla copianificazione e vengano assicurati standard ambientali e bonifiche.

Il deputato Gianpiero Scanu (Pd) capogruppo nella 4° commissione Difesa e componente della commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito ha chiuso i lavori: “L’utopia della chiusura dei Poligoni militari in Sardegna – ha spiegato Scanu – va posta in essere con moderazione e senso di realismo”. Ne fa testo il documento, votato all’unanimità in Commissione Difesa che riconosce solo al Pisq un ruolo insostituibile per l’addestramento e la sperimentazione militare, civile e duale, sulla base di nuovi parametri riguardo al controllo ambientale e su nuovi termini d’accordo con le amministrazioni locali. 

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