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Published on Giugno 14th, 2013 | by Nino Melis

Azienda sarda vince contro colosso bancario. Sentenza storica

Donatella Fancellu, della Eurovini di Pattada, era tutelata da Diana Barrui, avvocato ogliastrino alla guida di Codacons Sardegna

La sfida impossibile ricorda quella tra Davide e Golia. Ma tutta al femminile .Una imprenditrice sarda che opera nel settore ovicolo vince una causa storica contro la Banca Carige. Grazie alla tutela legale di Diana Barrui , l’avvocato ogliastrino presidente del Codacons Sardegna .La vittoria che si è consumata a Genova, sede legale della Banca Carige, è destinata ad assumere un risvolto nazionale . <<L’imprenditrice sarda da me tutelata – spiega l’avvocato Barrui- ha dovuto chiudere la sua azienda , giro d’affari di oltre 5 milioni di euro in quanto Banca Carige, di cui era debitrice per circa 136.000 euro,l’aveva segnalata alla centrale rischi di Banca D’Italia>>.
A seguito di questa segnalazione, l’impresa sarda si era vista chiudere tutti i rubinetti di liquidità delle altre banche, ed è stata costretta a liquidare le attività.
Come altre imprese che si sono trovate in situazioni analoghe << La novità della sentenza – spiega Diana Barrui – sta nel fatto che il tribunale di Genova ha ritenuto che, se anche l’azienda non paga il finanziamento, questa non può essere segnalata perché, così facendo, la stessa andrà inevitabilmente a morire non essendo più un soggetto finanziabile>> La banca, secondo il Tribunale, possedeva tutti i mezzi per poter riscattare il suo credito in quanto per poterlo concedere ha inevitabilmente messo in atto le opportune garanzie: sono quelle che deve mettere in esecuzione ( pignoramenti, fideiussioni ecc), senza segnalazione.
Solo ove questi sistemi non consentano alla banca di recuperare il proprio credito, solo allora può procedere alla segnalazione.
Il presidente ogliastrino del Codacons rimarca, con giusto orgoglio,come la sentenza ,unica nel suo genere, sia destinata a ridare speranza a molti imprenditori, non solo nell’isola .

<<Lo stato di insolvenza deve essere escluso – recita la sentenza del giudice di Genova -in quanto tale società alla data della segnalazione risultava operare sul mercato nel settore ovicolo, possedendo materiali, attrezzature e macchinari di valore quanto meno equivalente al credito preteso dalla Banca. Quest’ultima aveva l’onere di verificare tutti i dati dell’ ultimo bilancio prima di provvedere alla segnalazione ,invece di limitarsi alla sola valutazione della sua perdita. L’appostazione a sofferenza implica – prosegue la sentenza – una valutazione da parte dell’intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non può scaturire automaticamente da un mero ritardo di quest’ultimo nel pagamento del debito. La contestazione del credito non è di per se condizione sufficiente per l’appostazione a sofferenza>>. Qual è stato, invece, il comportamento della banca sanzionato dal giudice genovese?

Questa ha preso in considerazione ( così come fanno in genere tutte banche): il silenzio del correntista protrattosi per mesi dopo la reovoca degli affidamenti;la mancanza di movimenti sui conti;l’ammontare complessivo del debito ; la perdita di esercizio di bilancio.

Per il Tribunale di Genova << tali elementi risultano inidonei, unitamente alle sopra indicate omissioni nei controlli da parte di Carige della complessiva situazione debitoria della parte attrice, a dimostrare lo stato di insolvenza non transitorio dell’impresa in questione.Tutto ciò premesso, quindi, deve essere accertata l’illegittimità della segnalazione oggetto di causa>> Così Donatella Fancellu, un Davide sardo ( in gonnella ) ha vinto contro l’arrogante Banca Golia . Con l’ apporto determinate di Diana Barrui, avvocato emblema della determinazione tipica delle donne sarde .

 

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