Ecco Sel targato Locci: “Subito fuori dalle stanze buie dei partiti”
Il telefono non smette di squillare. In tanti lo chiamano per fargli gli auguri, come il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. E poi per capire in che modo ci si dovrà muovere. Perché adesso nel capoluogo la linea del partito dovrà indicarla lui, Christian Locci, neo coordinatore di Sel per la provincia di Cagliari.
E’ stato eletto lunedì e giovedì, sempre a Cagliari, ci sarà la presentazione ufficiale dell’intero coordinamento con la suddivisione degli incarichi. Dieci i nomi: Claudia Firino, Matteo Massa, Fabio Corda, Viviana Stazzu, Andrea Zucca, Cristian Mereu, Stefano Boi, Michela Calledda e Stefania Manunza. Il tesoriere è il vicesindaco di Elmas Mariano Strazzeri.
Sei l’uomo giusto per guidare Sel in questa fase di avvicinamento alla regionali?
Non sono l’unico, il mio posto poteva benissimo essere preso da altri. Alla fine sono stato scelto io perché comunque in questi anni mi sono speso tanto, a partire dalla campagna per Massimo Zedda. Adesso è importante aprirsi, oltre che ai partiti del centrosinistra, a tutte quelle persone impegnate nella società civile, ed io da questo punto di vista mi sono sempre dato da fare.
Stai dicendo che occorre uscire dalle stanze buie dei partiti…
Esatto. Il mio coordinamento sarà caratterizzato da ampie relazioni con i sindacati, il terzo settore, i movimenti, con tutte quelle persone che sino ad oggi sono state tagliate fuori. Ci sarà poi un dialogo con l’area sovranista, penso a Irs e Gavino Sale o Bastiano Cumpostu. La parola d’ordine sarà comunque “ascoltare”. Ascoltiamo tutti.
Cinque Stelle?
Non mi piace chi urla sempre contro tutti, gradirei proposte concrete e fattibili. Hanno dato una buona scossa, gli riconosco questo merito, ma loro non accettano il dialogo.
Candidato ideale per la presidenza della Regione?
E’ presto per fare nomi. Posso dire che è finita l’epoca dei navigatori solitari, noi proporremo un programma. Vedremo chi ci sta.
Programma che, in parte, lo si può trovare nel libro del sindaco di Villaputzu sulle servitù militari…
In parte sì, soprattutto sul tema del sovranismo della Sardegna.
Proviamo comunque a fare qualche nome: Don Cannavera, Michela Murgia, Francesca Barracciu, Renato Soru.
Sono rimasto molto deluso dalle ultime affermazioni di Michela Murgia, davvero semplicistiche. La Barracciu non va bene, a prescindere dall’avviso di garanzia, se poi ci aggiungiamo anche quello… Soru ci ha regalato delle emozioni, adesso però c’è bisogno d’altro. Don Ettore lo conosco da anni, mi sono anche scontrato più volte con lui. E’ una persona in gamba, ascoltiamolo.
A Cagliari Massimo Zedda sta lavorando bene seguendo le indicazioni del partito?
Sta lavorando molto bene e Sel lo appoggia in tutto e per tutto. Attorno a lui poi c’è una bella squadra, su tutti vorrei citare Susanna Orru, l’assessore alle politiche sociali. Poi è anche vero che serve un ulteriore sforzo per la città di Cagliari, ci aspettiamo di più.
Nel Sarrabus Sel quanto è presente?
Stiamo crescendo e non solo a Villaputzu. A Muravera, per esempio, ci sono alcuni consiglieri comunali che presto potrebbero esplicitare la soro simpatia per Sel.
A proposito di Villaputzu: è l’unico Comune del Sarrabus inserito nell’elenco degli “alluvionati”. Perché?
Perché siamo l’unico Comune che si è mosso in maniera impeccabile. Abbiamo costituito il Coc (centro operativo per l’emergenza) e passato le notti in bianco. Gli altri lo hanno fatto?
Voterai per le primarie del Pd?
No, non ha alcun senso. Vorrei invece concludere manifestando la mia vicinanza ai giornalisti di Sardegna 1 e le mie perplessità nei confronti della scelta editoriale de La Nuova Sardegna che ha tagliato le pagine di Cagliari. Combatteremo per la libertà di informazione. Un’ultima cosa: ringrazio di cuore il segretario uscente Francesco Agus, in questi anni ha fatto un ottimo lavoro.


