Ciao Tonio, il cantante di “Muravera” e delle emozioni degli emigrati
Tonio Anedda se n’è andato ieri, primo giorno d’estate. Viveva da oltre trent’anni a Krefeld, in Germania. Lo salutiamo con una intervista mai pubblicata integralmente scritta nel 2003
Nove metri quadrati e un paio di forbici in mano. “Prego si accomodi, come li facciamo?”. Tagliava sempre Tonio, basette, barba e cappelli. Tutti i giorni – tranne i lunedì – tra sapone, shampoo e chiacchiere nazionalpopolari. Bearzot non va, che figura faremo in Spagna. Mentre l’Italia del pallone stupisce e ci regala l’ultimo trionfo mondiale, Tonio prepara le valigie e saluta: la Germania sconfitta lo accoglie quasi per caso. “Avevo intenzione di trattenermi solo pochi giorni per far visita a mio fratello – dice Tonio – ed invece sono quasi venti anni che vivo in Germania”.
Muravera era piccola per quel barbiere che amava la musica e professava le sue idee politiche: “Attento Tonio, pensa un po’ agli affari tuoi, cosa credi di cambiare?”. Tonio il barbiere, Tonio che canta, Tonio “sempre pronto ad imbarcarsi in cose più grandi di lui” si sente soffocato ed emigra a Krefeld. “Ho subito trovato tanti amici. Angelo Casu di Villaputzu aveva una piccola pizzeria, mi propone di investire in un ristorante”. Una idea vincente che Tonio non si lascia sfuggire dopo l’esordio da “cantante”: “Una sera mi hanno messo una chitarra in mano e spinto a forza in un locale. Due o tre birre, qualche canzone e la fortuna di esser sentito da alcuni musicisti che per caso si trovavano lì”.
Tonio è deciso, in Germania può realizzare ciò che a Muravera non era possibile: “Mi hanno portato in sala prove, l’adrenalina non finiva più. Erano i Moka Double, un gruppo tedesco con i quali ho collaborato e mi sono fatto conoscere”. Poco dopo Tonio entra a far parte di una band ed incide i primi dischi. I tedeschi applaudono le sue canzoni intrise di un amore viscerale per la sua terra: “Non ho mai lasciato la Sardegna, la Grande Madre come la chiamo in una canzone cui sono particolarmente affezionato. La mia testa è sempre lì e non vedo l’ora che arrivi l’estate per farvi ritorno”.
Il ministro della cultura tedesco ha premiato la canzone Grande Madre quale uno fra i migliori testi delle canzoni italiane negli ultimi cinque anni.
Tonio, c’è qualcuno al quale devi molto?
Uno su tutti, il musicista e amico di sempre Michael C. Kent. Senza di lui, i suoi consigli, i suoi arrangiamenti musicali, la sua professionalità e disponibilità, avrei fatto ben poca strada.
Cos’è che ti fa amare così tanto la tua terra?
Come canto nel mio ultimo pezzo – Gente – devi venire e vedere la Sardegna, sentire l’odore della terra, del mare, stare fra la gente, e solo una volta che avrai visto tutte queste cose saprai perché ci lasci il cuore.
Gente che tante volte ha pensato male di te.
Questa è la mia gente, che mi vuole bene, che parla male di me, ma è la mia gente ed io la amo così.
È diverso cantare di fronte alla tua gente?
Sì, non riesco ad esprimermi come vorrei, a fare alcune cose che in Germania mi escono spontanee. Avverto però una sensazione bellissima e per me la Piazza Europa di Muravera è il centro del mondo.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto scrivendo un libro che riguarda le mie esperienze, non so quando lo finirò ma spero di pubblicarlo in Sardegna.
Hai raggiunto l’obiettivo che ti eri prefissato?
Inizialmente sognavo di sfondare, adesso già da tanto tempo non ci penso più. Volevo fare qualcosa per il mio paese, sono riuscito ad esprimermi al meglio nella musica. “Muravera”, la canzone che oramai è divenuta l’inno del paese. La cantano tutti i tedeschi, mi cumprendisi?


