Buon Umore

Published on 5 Aprile, 2019 | by Zio Corraz

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Fermato all’aeroporto di Abu Dabhi con 2 quintali di casu marzu: “Era per uso personale”

Sembrava un giorno come un altro, quando all’improvviso migliaia di vermicelli bianchi hanno iniziato a saltellare gioiosamente sul nastro portabagagli dello scalo arabo.

Tra lo sgomento dei passeggeri e l’imbarazzo del possessore delle valigie, i cani antidroga hanno iniziato a dare in escandescenze, attirando così l’attenzione delle guardie aeroportuali.

Due quintali di casu marzu, quattro kg di casu axedu ed una forma di callu divisa in 12 porzioni: questo il ricco bottino sequestrato dagli agenti arabi al pizzaiolo Danny Mambus, 28 anni, incensurato.

“Era solo roba mia”, si difende il giovane, “non era mia intenzione né di venderla, né di usarla come merce di scambio, come a volte si usa fare da noi con il formaggio o con i ceci…”.

Purtroppo le severe leggi islamiche non ammettono eccezioni e solo un miracolo potrà salvare Danny dall’implacabile legge del taglione.

Rischia così una pena esemplare, addirittura l’obbligo di dover ingurgitare 2 quintali di kebab in sole 24 ore, con doppio yogurt e senza insalata.

Forte la mobilitazione nel suo paese d’origine, Villaputzu, che si sta adoperando attivamente affinché il proprio compaesano possa essere al più presto rimpatriato in Italia.

Il sogno di Danny sarebbe quello di poter essere estradato in tempo utile per assistere all’imminente Sagra delle Arance di Muravera.

Il suo avvocato ha promesso che niente sarà lasciato al caso, anche se forse sarebbe meglio dire al …”casu”!

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