Opinioni Foto Roberto Monaldo / LaPresse
13-02-2011 Roma
Interni
Manifestazione "Se non ora quando ?" per la dignita' e i diritti della donne dopo le vicende che hanno visto protagonista Berlusconi e l'utilizzo delle ragazze nelle sue feste private
Nella foto Un momento della manifestazione

Photo Roberto Monaldo / LaPresse
13-02-2011 Rome
Demonstration for the dignity and rights of women after the Rubygate and the use of women in private parties of Berlusconi
In the photo A moment of demonstration

Published on marzo 7th, 2016 | by Piera Conconi

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Lezione sull’Otto marzo a scuola

L’8 marzo tutti i giorni: un’utopia?

Sto pensando a come organizzare la lezione di storia di domani, ogni volta che ricade una ricorrenza è sempre un problema predisporre una lezione che sia diversa dalle solite.

Quella di domani (foto da ilfattoquotidiano.it) mi crea ancora più difficoltà, non voglio parlare di operaie che hanno scioperato, di operaie che sono state vittime di un incendio, di suffragette, di femministe, non perché non meritino, anzi onore a loro. Vorrei impostare la lezione diversamente, mi piacerebbe ampliare il senso di questa giornata che deve essere vissuto quotidianamente da ogni donna e da ogni uomo.

Vorrei che i miei alunni, maschi e femmine indistintamente, capissero qual è il valore di giornate “dedicate a…”. Mi piacerebbe che non si lasciassero condizionare dalle pubblicità che sminuiscono il valore di certe date. Io insegno storia, una materia che amo; amore e passione che cerco di trasmettere ai miei alunni, perché sono fermamente convinta che la storia ci insegni a vivere il futuro, solo conoscendo la storia, le nostre radici, i passaggi compiuti dall’uomo per raggiungere lo stato attuale, siamo in grado di decidere del nostro futuro, ecco perché penso che la storia non si debba solo studiare, ma anche analizzare, confrontare e comparare col presente.

L’8 marzo è la giornata ( non mi piace dire la festa) dell’emancipazione, della libertà, dei diritti, mi piacerebbe aggiungere anche della vittoria, ma non posso farlo perché è anche la giornata del dolore, della violenza, dell’umiliazione. Scriverò che sarà la giornata della vittoria solo quando il genere umano avrà sconfitto i pregiudizi legati alla sfera femminile, quando la donna sarà davvero libera, indipendente da ogni forma di servilismo e schiavitù fisica o morale.

La parità dei sessi, a mio avviso, non può esistere per il semplice motivo che l’uomo e la donna sono diversi e, nello svolgere qualsiasi mansione, hanno modi diversi di farlo, non sono alla pari,  ma nessuno dei due sessi è superiore o inferiore all’altro. Credo invece nella parità dei diritti e dei doveri a prescindere dal sesso, credo nell’uguaglianza di fronte agli altri esseri umani, credo in una religione che metta l’uomo e la donna di fronte a  un dio, chiunque esso sia, che li guardi allo stesso modo. Credo nella non violenza.  Credo nelle donne che lottano, in quelle che hanno lottato e, purtroppo, in quelle che dovranno ancora e a lungo lottare per arrivare a poter festeggiare, perché allora si che sarà festa, l’8 marzo come la giornata delle libertà acquisite, conquistate, meritate perché tutti gli esseri umani meritano di vivere la loro vita in piena libertà a prescindere dal sesso, dalla religione, dal credo politico e dalla etnia a cui appartengono.

Ecco, questo dirò ai miei ragazzi domani, un messaggio che non focalizzi tutta l’attenzione solo su l’otto marzo, ma che estenda a tutto l’anno il significato di una giornata importante come quella di domani.

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