Muravera

Published on 12 Febbraio, 2016 | by Sara L. Canu

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“Lottiamo contro questa riforma scellerata”

Ieri pomeriggio, nell’ aula consiliare del Comune di Muravera, si è svolto un incontro operativo per preparare le strategie di lotta in difesa dell’ospedale San Marcellino.

A prendere la parola per primo è il sindaco di Muravera Marco Falchi: “Questa sarà l’ultima riunione, in questi giorni la riforma approderà in consiglio regionale,  il tempo stringe e dobbiamo decidere cosa fare nell’ immediatezza! Questa riunione è aperta soprattutto alle associazioni”

Gli fa eco Sandro Porcu, sindaco di Villaputzu: “Ringrazio intanto tutte le associazioni, Don Emilio e Don Franco che ci fanno sentire la Chiesa vicina in questa lotta. Quella di oggi non è un’assemblea  ma un incontro operativo. Conosciamo questa riforma scellerata, dobbiamo lavorare per questa manifestazione, affinché il nostro ospedale rimanga un presidio ospedaliero di base”

E prosegue: “Oggi decideremo quali saranno i gruppi di lavoro per redigere le proposte da sottoporre all’assessorato alla sanità. Poi stabiliremo i dettagli per la manifestazione di Cagliari. I paesi del Sarrabus, del Gerrei e della Trexenta sono uniti. Ci sarà la convocazione straordinaria di tutti i consigli comunali a Cagliari. I sindaci manifesteranno con la fascia tricolore. Siamo coinvolti tutti: amministratori, cittadini, chiesa, operatori turistici, commercianti, scuole e studenti. Sarà costituito un ufficio stampa attento alla comunicazione e impegnato anche sui social network. E ovviamente realizzeremo l’emendamento che sottoporremo al consiglio”

Prende nuovamente parola Marco Falchi: “Purtroppo non abbiamo consiglieri regionali di questa zona ma possiamo trovare qualcuno che sposi la nostra causa. Dobbiamo fidarci di altri amici.” E aggiunge sarcasticamente: “O presunti tali!”

Spazio anche per dare voce ai cittadini presenti. C’è molta rabbia e, almeno tra i presenti, la voglia di lottare sembra aver sostituito quella sorta di rassegnazione che si respirava negli ultimi giorni. Soprattutto quando il sindaco Marco Falchi si allontana per rispondere a una telefonata in cui viene avvisato che la riforma non è ancora in consiglio. La Commissione Sanitaria Regionale, a causa di un problema con il bilancio, avrà ancora da lavorare per altre due settimane e solo dopo la riforma passerà al consiglio. Sospiro di sollievo dunque, anche perché, proprio dalla Commissione, richiedono un presidio con sindaci e associazioni.

Il dibattito da parte dei cittadini è molto vivo, soprattutto da quelle persone che sono sempre state in prima linea per la salvaguardia dell’ospedale, come Lidia Todde, presidente della Onlus Obiettivo Sanità Sardegna e coordinatrice del movimento Salviamo l’ospedale San Marcellino. I presenti concordano con la Todde sul fatto che anche da parte del resto della popolazione ci sia troppo menefreghismo e che: “Fino a che la gente non ci sbatte il muso non percepisce il pericolo. Ora che sono costretti a spostarsi fino a Cagliari per qualsiasi cosa inizieranno a rendersi conto”.

Prende parola anche Milena Mocco, consigliera di minoranza a Muravera: “Dobbiamo rivedere le strategie sia per la manifestazione sia per una nostra strategia politica. La Sanità regionale ha un buco di 250 milioni di euro, ragioniamo in che modo alternativo possiamo far rientrare la spesa. E redigiamo un emendamento condiviso da tutte le strutture ospedaliere a rischio”

Interviene brevemente anche la vicesindaco di Muravera Noemi Manca: “Possiamo utilizzare il documento che avevamo già preparato, su questo siamo pronti. Vorrei aggiungere una breve considerazione: si parla di lotta agli sprechi eppure il San Marcellino è appena stato ristrutturato, è una struttura sulla quale si è investito recentemente, chiuderlo o ridimensionarlo sarebbe realmente uno spreco”

Da una frangia della cittadinanza presente non manca un invito alle azioni eclatanti a Cagliari.

Ma subentra la calma e la pacatezza di Marco Falchi: “Io sono un sindaco e ho giurato sul rispetto della legalità. La manifestazione va fatta ma non possiamo andare lì a spaccare tutto. Non funziona così”.

Interviene Salvatore Piu, medico ed ex sindaco di Muravera: “Dove sono le segreterie di partito di Muravera? La speranza è ridotta a un lumicino tenuto acceso dalla lotta e dalla forza delle associazioni. Dobbiamo lottare, la carenza di servizi porta allo spopolamento. Si tagliano gli sprechi, non i servizi fondamentali. Condivido la lotta ma anche la linea dell’equilibrio scelta dal sindaco”.

A concludere l’incontro interviene Don Emilio, storico parroco di Muravera: “La popolazione può fare tanto. Anche un gesto simbolico diventa importante. Ad esempio, se tutte le persone appendessero alle proprie finestre un lenzuolo bianco macchiato di rosso, immaginate l’effetto! Possiamo fare una fiaccolata! Sensibilizziamo così le persone!”

Man mano i presenti lasciano l’aula consiliare. I componenti delle associazioni partecipanti (fino a ora Protezione Civile Sarrabus-Gerrei, La Forgia, Obiettivo Onlus Sardegna, Movimento Salviamo l’ospedale San Marcellino) lasciano il nome e il contatto di almeno un responsabile. I cittadini, che per tutto l’incontro hanno sostenuto e difeso le iniziative dei sindaci, rincasano con in corpo un po’ di speranza in più: c’è ancora un po’ di tempo e forse non tutto è perduto.

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Sara L. Canu



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