I fenicotteri di Muravera sul National Geographic. Lo scatto vincente di Marco - SARDEGNA


Muravera

Published on 11 Dicembre, 2015 | by Gianni Agus

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I fenicotteri di Muravera sul National Geographic. Lo scatto vincente di Marco

marco secci ok“C’era una incredibile tormenta di vento a Torre Salinas, le piante si piegavano e gli schizzi arrivavano sino alla macchina parcheggiata sul bordo strada”.

A schizzare, in uno di quei giorni più unici che rari, non era il mare ma l’acqua dello stagno. Il racconto di quell’incredibile 24 gennaio del 2014 è di Marco Secci, un informatico di San Vito (residente a Villaputzu) che ha la passione per la fotografia. E che da qualche giorno è il fotografo più nominato del sud est della Sardegna.

“Stavo facendo un giro in macchina a Torre Salinas per immortalare un qualcosa di particolare – racconta Marco – perché quando ci sono condizioni meteo estreme tutto può succedere. Mai però avrei pensato di vedere i fenicotteri rosa disposti in quel modo”.

A quel punto impugna la macchina fotografica e si apposta a bordo stagno. Venti minuti in mezzo alla bufera, senza l’abbigliamento adatto, ma gli scatti sono in saccoccia. E uno di quelli – i fenicotteri chiusi a riccio come a volersi proteggere dalle intemperie – è stato scelto dalla rivista National Geographic come seconda miglior foto del 2015 nella categoria luoghi e paesaggi. Uno scatto che ha lasciato dietro oltre ventimila foto provenienti da tutto il mondo, aurore boreali e foreste amazzoniche comprese “forse perché – spiega l’autore – ha anche un significato sociale, i fenicotteri cioè hanno insolitamente cercato il conforto nel gruppo per sfuggire alle intemperie a mo’ di l’unione fa la forza”.

A dire la verità Marco non aveva intenzione di partecipare al concorso National Geographic. Ci ha pensato un anno più tardi, così, giusto per provare: “Mi sembrava una impresa quasi impossibile concorrere assieme alle aurore boreali o alle montagne innevate dell’Himalaya. I fenicotteri rosa di Muravera contro le zone più suggestive del mondo”.

Ed invece quando lo scorso 4 dicembre è uscita la rivista con la classifica delle foto più belle i fenicotteri erano lì, al secondo posto. “Una grandissima soddisfazione – ha aggiunto Marco – per me e per il Sarrabus intero. Forse non siamo consapevoli di avere a disposizione uno dei territori più suggestivi del pianeta”.

Ma quella dei fenicotteri rosa che hanno conquistato una delle riviste più prestigiose non è l’unica foto capolavoro del tecnico informatico di San Vito. Eccezionale lo scatto del fulmine a Porto Corallo e quello che ha vinto il concorso del carabiniere.

Come è riuscito Marco a diventare così bravo, visto che di professione fa tutt’altro? “Mi sono avvicinato alla fotografia – ha spiegato – nel 2010 grazie all’associazione Amici della Fotografia. Devo ringraziare loro per i tanti consigli e suggerimenti”. Perché per fare una bella foto bisogna soprattutto studiare: “Se non si conoscono le regole – ha aggiunto – non si va da nessuna parte. E poi occorre tempo e sacrificio, l’attrezzatura da migliaia di euro non serve a nulla se non conosci le regole, anzi serve ad amplificare i difetti proprio come un bel microfono in mano ad un cantante stonato”.

La foto National Geographic Marco l’ha scattata con una attrezzatura complessiva del costo di meno di 500 euro: “Se avete la passione per le foto – è il suggerimento di Marco – studiate e usate tranquillamente una piccola macchina fotografica”.

E poi, magari, abbiate il coraggio di restare immersi nel fango (parliamo di foto naturalistiche) anche per 7 ore pur di fare una bella foto. O magari di mettere la sveglia alle 3 del mattino e percorrere 300 chilometri pur di immortalare un’alba dall’altra parte della Sardegna. Eh sì, perché “tutte queste cose le ho fatte più di una volta, è una passione che ho dentro. E che tra l’altro mi sta facendo scoprire angoli dell’isola sempre più incantevoli. Perché la Sardegna, alla fine, non ha nulla da invidiare ai paesaggi più belli del mondo. Dobbiamo solo riuscire a valorizzarla al meglio”.

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