Published on 22 Luglio, 2015 | by Gianluca Fadda

Parcheggi a pagamento a Porto Giunco? Ben vengano perché…

Ormai penso di aver raccolto abbastanza materiale per poter dare la mia opinione sul caso nato lo scorso week-end che riguarda gli ormai famigero-vituperati neo-parcheggi a pagamento sorti nei pressi della spiaggia di Porto Giunco, a partire dal lato destro, per chi guarda dal Porto, dello stagno di notteri.

Analizzando la vicenda sono giunto alla conclusione che la stessa debba essere scissa nei suoi due aspetti differenti: quello più “nazional-popolare” dell’introduzione di una nuova zona ad accesso controllato e a pagamento e quello meno dibattuto, ma indubbiamente essenziale, dei terreni in cui questa novità è stata introdotta.

Pagare per poter usufruire di un qualcosa che prima era gratuito diventa giocoforza oggetto di discussione, soprattutto quando quel qualcosa è associato indissolubilmente, anche se non correttamente secondo me per i motivi che spiegherò più avanti, a un bene pubblico e usufruibile da tutti come il mare.

Sinceramente però stavolta mi ha sorpreso leggere nei commenti ai vari articoli apparsi sul web che hanno trattato la vicenda, tanti pareri favorevoli di cui la stragrande maggioranza non di fattura locale e quindi potenzialmente “di parte”.

Mi ha stupito il fatto che in tanti stiano capendo che il far pagare un tariffa per poter usufruire di un posto per l’auto, e tengo a precisare un posto per l’auto in quanto non si sta “pagando per entrare in spiaggia” come alcuni sostengono, possa essere un buon modo per controllare l’afflusso di persone in una determinata spiaggia, cercare di diminuire il carico demografico per poter preservare la stessa e, perché no, far incassare qualche soldo ai comuni sperando che gli stessi poi possano spendere quelle risorse per incrementare i servizi o solo semplicemente mantenere pulito e decoroso l’arenile.

I pareri contrari invece ho visto che tendenzialmente tendono a metterla sul piano del “così si fa scappare il turismo”: penso sia “un’analisi” piuttosto affrettata fatta solo per cercare di celare il proprio egoistico malcontento che scaturisce dal fatto di non potersi più permettere di trascorrere la giornata di mare “tuttogratis” (tranne che per benzina e contenuto della borsa frigo rigorosamente acquistati sotto casa) nella propria spiaggia preferita.

Sono del parere invece che il “turista medio” che ultimamente sta arrivando o riesce a continuare ad arrivare in Sardegna sia – per cause di forza maggiore – diverso rispetto a quello da loro ipotizzato: causa rincari dei trasporti e crisi economica infatti va via via scomparendo quella fascia medio-bassa che sino a qualche anno fa riusciva in qualche modo a racimolare i soldi per poter venire da noi. Ora invece chi può permettersi di raggiungerci e stare da noi per qualche tempo ha sicuramente a disposizione budget più elevati, onde per cui cinque euro giornalieri di parcheggio non sono sicuramente un problema dopo averne magari speso mille per una traversata in mare.

E queste persone, dopo aver appunto speso così tanto, saranno disposte ad affrontare quell’ulteriore “sacrificio” economico pur di avere a disposizione spiagge meno caotiche e più servite come ho già detto in precedenza.

Nei commenti sulla rete si è tanto parlato dei parcheggi quasi ignorando il fatto che si è rischiato di non poterli avere e quindi neanche che diventassero argomento di dibattito.

L’altro aspetto della questione infatti è quello legato ai terreni in questione e la diatriba che ne è scaturita: sinceramente preferisco evitare di entrare troppo sullo specifico e ripercorrere tutte le tappe storiche riguardante quel lembo di terra su cui già si è tanto discusso. Tornando all’attuale, quello che ho capito è che si è corso il rischio che parte di quell’accesso al mare poteva e potrà essere chiuso in un futuro prossimo in quanto appartenente ad un soggetto privato.

Quello che non riesco a concepire sinceramente è come sia possibile che delle zone di interesse comune insistenti in siti naturalistici di pregio non siano tornate o non possano tornare in futuro in qualche modo di proprietà comune: non potrebbe funzionare come per esempio si fa con gli espropri quando devono costruire delle nuove strade?

Come si dice in questi casi, vedremo cosa ci riserverà il futuro: per adesso, “godiamoci” i parcheggi a pagamento che almeno danno una possibilità di accesso.

notteri

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