Published on novembre 19th, 2014 | by Sara L. Canu

Gli ambulanti del mercato: “Stiamo affondando”

Un’attrazione per Villaputzu e per gli abitanti degli altri centri confinanti, che il martedì mattina confluiscono nella piazza Leonardo Da Vinci alla ricerca di qualche occasione per risparmiare qualche euro o più semplicemente per un momento di svago.

Il mercato di Villaputzu è un’istituzione del martedì mattina. Ma dietro un ambiente così alla mano, si cela comunque lo spettro della crisi economica. Sono tutti d’accordo i commercianti intervistati a riguardo.

Il primo a prendere parola è Salvatore Maccioni, che vende abbigliamento. “C’è stato un calo del 70% negli ultimi 5 anni e di segnali ripresa neanche l’ombra. L’estate si respira un po’ ma l’inverno si affonda e ci sono difficoltà anche a coprire le spese”.

Nemmeno il settore alimentare è esente dalla crisi. Lo conferma Simone Marcia, rivenditore di frutta e verdura: “C’è un calo del 50%. Le persone preferiscono i centri commerciali. Ho notato che a Muravera lavoro meglio d’estate, qui ci sono meno turisti”.

E’ d’accordo anche Mauro Follesa, che con la sua gastronomia su ruote è il punto di riferimento delle tante signore del Sarrabus che in questo modo possono rimanere a fare spese senza preoccuparsi di preparare il pranzo al loro ritorno. Racconta: “Siamo qui da 4 anni e negli ultimi due anni siamo sempre in calo. È un calo che oramai riguarda tutti i settori. E’ una ruota che gira all’interno di un meccanismo. Se si ferma una ruota, si ferma tutto. Anche se cerco di essere ottimista”.

La crisi si fa sentire anche nelle poche parole rilasciate dall’annoiato dipendente di un’attività, che attende qualche cliente. “Siamo qui da 11 anni, c’è un calo enorme delle vendite, io sono fortunato perché sono solo un dipendente e forse me ne accorgo di meno”.

Il giro prosegue con Fausto Muscheri, rivenditore di mobili: “Siamo qui da dieci anni. Non è mai stato un granché a dire il vero, la gente compra poco, qualche sedia o poltrona. Vengo da Assemini dove avevo un negozio, ma adesso ho affittato il locale a una farmacia. Mi conviene di più”.

Un altro nome noto nel Sarrabus è quello di Nicola di Flumeri, rivenditore di scarpe: “Dire che c’è un calo del 50% è essere positivi. E non c’è nessun aiuto. Il suolo pubblico aumenta, le tasse sono altissime. Non si può fare affidamento solo sul lavoro estivo… anche i centri commerciali rovinano il mercato. Magari assumono qualcuno, danno dei posti di lavoro a 200 dipendenti, ma poi mettono in ginocchio 200 attività familiari.”

A pagare il prezzo più alto della crisi è però sempre l’arte. Lo racconta Timo Lelii, con alle spalle la sua bancarella di quadri. A Pirri è il proprietario del Nuovo Centro Artistico. “Sono a Villaputzu da tanto tempo. Un periodo ho lasciato il posto, poi l’ho ripreso. Ma sono tentato di lasciare di nuovo. Sono tempi bruttissimi, soprattutto per chi non vende beni di prima necessità questo periodo è micidiale”.

Crisi che aumenta e nessuna ripresa. Anche al mercato si respira aria di preoccupazione.

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Sara L. Canu



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