Dalla Sardegna CAMPUOMU 2

Published on marzo 21st, 2012 | by Redazione

Una sosta per ammirare la natura, ITINERARIO VERDE SS125

Sono poco più di 60 i km che separano Cagliari da Muravera, in questo percorso che attraversa una natura incontaminata, aspra e selvaggia. Usciti da Cagliari, si attraversa la SS554 in un breve tratto per poi immettersi sulla SS125. Si supera il piccolo bacino artificiale di Simbirizzi e dopo circa 20 chilometri si comincia a risalire la grande vallata su cui sorge il villaggio di San Gregorio, con le sontuose ville del secolo scorso. Per gli amanti delle due ruote, la strada si fa subito tortuosa nei 3 km che portano al valico Arcu e Tidu 430 m s.l.m. Qui si trova una fresca area di sosta immersa nel bosco, alle pendici dei Monti dei Sette Fratelli (1016) nei quali l’Ente Foreste della Sardegna, gestisce una vasta riserva naturale dove è possibile incontrare cervi, cinghiali e con un pizzico di fortuna anche l’aquila reale. Da qui si prosegue in discesa tra i boschi di leccio e la fitta macchia mediterranea, procedendo lungo la valle del rio Cannas che si approfondisce sempre più ad ogni km. Le forme del paesaggio si fanno sempre più aspre, osservando tra i rilievi, i tipici blocchi di granito erosi dagli agenti meteorici. Attraversiamo più volte il corso del fiume nei piccoli ponti, alcuni realizzati in pietra locale e scampati alle grosse piene che in inverno imperversano la vallata. Nel letto del fiume fanno bella mostra di se gli enormi massi arrotondati dalla forza del corso d’acqua e le tipiche marmitte dei giganti nascoste tra la fitta vegetazione di oleandri. Sono tanti i punti nei quali fermarsi per fare una breve sosta, ma di sicuro giunti al 49,3 km non si può far a meno di notare “l’Arco dell’Angelo” e i rilievi granitici circostanti. Questo tratto di strada è posto nel punto più stretto e spettacolare della vallata ove non di rado si osservano le intrepide capre scalare le ripide pareti alla ricerca di freschi germogli tra le rocce. Il nome deriva dalle due rocce che sembrano trattenere la strada come fossero le ali di un angelo custode. Vent’anni fa la Regione Sardegna, inserì quest’area tra i Monumenti Naturali dell’Isola e forse uno dei tratti di strada paesaggisticamente più suggestivi d’Europa. Superato l’Arco dell’Angelo, la stretta gola si apre e dopo qualche curva si incontra una grande placca granitica nota come “placca del pastore” e frequentata dagli amanti dell’arrampicata in stile tradizionale. Giunti alla casa cantoniera dopo circa un km, il rio Cannas si immette sul Rio Picocca e dopo poco si giunge al ponte sull’omonimo corso d’acqua, realizzato interamente in pietra granitica su 7 campate. Terminate le curve si attraversa il lungo rettilineo nel quale balza all’occhio il Nuraghe Asoru del XVIII sec a.C.. Da qui ci dirigiamo verso San Priamo, un villaggio nel territorio di San Vito custodito dal santuario campestre del XIII secolo, scavato in parte nella roccia e posto nella collina che sovrasta il piccolo borgo, le cui linee architettoniche richiamano l’origine del periodo fascista. Ripresa la strada ci dirigiamo verso lo stagno di Torre Salinas per giungere dopo 7 km a Muravera.

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