Published on febbraio 7th, 2017 | by Scuola Media - Terza C

“Chiara, queste sono le nostre poesie per te”

Solo un mese fa il Sarrabus, e Muravera in particolare, ha vissuto una tragedia che ha colpito tutti nel profondo del cuore. Giovani, genitori, anziani, tutti abbiamo vissuto in maniera quasi violenta un dramma che ha lasciato un segno profondo nella nostra anima e un ricordo che, per molti di noi, rimarrà sempre vivo nel cuore e nella memoria.

Oggi noi, che conoscevamo Chiara più o meno bene, a distanza di un mese circa vogliamo ricordarla e per questo abbiamo scritto, copiato e riadattato poesie o ritagliato frasi “rubandole” da pagine di romanzi per dedicarle a lei. Non tutti la conoscevamo personalmente, ma di sicuro sappiamo di lei che era una ragazza che trasmetteva gioia di vivere e emanava calore e simpatia col suo simpatico e dolce sorriso, perché per capire questo, non era necessario conoscerla, bastava incontrarla in paese.

In classe in questo periodo, prendendo tristemente spunto da quanto accaduto ai cinque ragazzi quella mattina dell’Epifania più triste degli ultimi anni, abbiamo discusso tanto sull’importanza della vita, sull’incoscienza che caratterizza l’età di noi adolescenti, che siamo convinti di essere invulnerabili e lontani da tragedie come la morte, le malattie, da quello che insomma è irreparabile per noi umani. Abbiamo parlato di quanto siano numerose, e molte di loro pericolose, le tentazioni alle quali siamo continuamente sottoposti e dalle quali veniamo quotidianamente provocati a cedere: alcool, droga, sregolatezza, sfide con noi stessi e con gli altri, giusto per citarne alcune.

L’adolescenza è l’età della spensieratezza, della libertà e della gioia ma anche dell’infelicità è vero, però questa infelicità è legata ai piccoli episodi che ci vedono litigare con i nostri amici, per futili incomprensioni che si risolvono subito e dopo ci fanno solo sorridere; ci vedono litigare con i genitori per i NO che non vogliamo sentirci dire e che invece ci aiutano tanto a crescere; infelicità di fronte agli amori mancati o non ricambiati, di fronte alle delusioni insomma, che però ci aiutano a “farci le ossa” e diventare adulti.

Di certo l’adolescenza non è l’età per morire, mentre si pensa di divertirsi.
E’ importante vivere questa età con serenità, divertendosi certo, e anche molto, ma con trasparenza, senza oltrepassare i limiti del consentito, perché una volta superati questi, può capitare di non poter tornare più indietro e di non avere una seconda occasione per pentirsi di quanto fatto.
La vita è solo una ed è il dono più grande che ci è stato fatto, ma è l’unico dono che ti viene fatto solo una volta.

Con questo nostro lavoro vogliamo dire “ Ricordiamoci di Chiara e pensiamo a lei ogni volta che usciamo in macchina o in moto o anche a piedi, con i nostri amici, facciamo in modo che la sua morte diventi per noi un monito a comportarci seguendo le regole più elementari, teniamoci il più lontano possibile da tutte quelle chimere che ci creano solo false illusioni”.

(I ragazzi della Terza C dell’Istituto comprensivo “D. Alighieri” di Muravera)

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